Ph. IDIO

Vogliamo una tassa umanitaria che salvi la vita a milioni di persone fuori dai nostri confini

Ogni anno nel mondo 45 milioni di persone rischiano concretamente la morte per malnutrizione. L’ONU ha calcolato che per salvarle servirebbero almeno 7 miliardi di dollari all’anno. Gli abitanti dei paesi ad alto reddito sono circa un miliardo. Ciò vuol dire che se ognuno degli abitanti di questi Paesi contribuisse con soli 7 dollari annui, la fame nel mondo sarebbe sconfitta. Se solo i residenti in Italia versassero la loro quota, ogni anno salverebbero la vita a 2,6 milioni di persone nel mondo.

La beneficenza e le attuali risorse di cui dispongono le organizzazioni umanitarie non bastano per raggiungere questo obiettivo. Serve uno sforzo in più: il riconoscimento di un dovere legale di contributo umanitario. Innalzando la quota da versare a circa 10 dollari si potrebbero combattere efficacemente altri tipi di morti evitabili, come quelle per malattie facilmente curabili e quelle per violenze dovute a discriminazione politica, etnica, sessuale o religiosa.

Ci appelliamo dunque al Parlamento italiano e a quelli degli altri Paesi democratici ad alto reddito perché introducano per legge una specifica tassa permanente di carattere progressivo (chi ha un basso o nessun reddito sarebbe esentato), i cui proventi siano destinati a salvare il maggior numero di vite ‘salvabili’ a livello globale nei paesi a bassissimo e basso reddito e in quelli dittatoriali. I fondi raccolti dovrebbero essere impiegati tramite organizzazioni nazionali o internazionali da individuare sulla base di studi indipendenti condotti ad hoc e/oppure prevedendo la costituzione di corridoi umanitari riservati.